← Tutte le guide

Guida pratica · 3 minuti di lettura

Il registro dei battesimi: cosa annotare e come tenerlo

Cosa scrivere nell'atto di battesimo, quali annotazioni riportare a margine e come tenere il registro ordinato, con i riferimenti al Codice di diritto canonico.

Aggiornata il

Il registro dei battezzati è il primo dei libri parrocchiali. Da lì partono quasi tutti i certificati che la parrocchia rilascia negli anni: per la cresima, per il matrimonio, per fare da padrino. Tenerlo bene fa risparmiare tempo a chi verrà dopo, e in parrocchia chi viene dopo arriva sempre.

Cosa chiede il Codice

Il canone 535 chiede che in ogni parrocchia ci siano il libro dei battezzati, quello dei matrimoni e quello dei defunti, più gli altri stabiliti dalla Conferenza episcopale o dal vescovo diocesano. Il parroco provvede che siano redatti con cura e conservati diligentemente.

Il canone 877 dice cosa scrivere e quando: il parroco del luogo in cui si celebra il battesimo registra l'atto con diligenza e senza indugio.

Cosa scrivere nell'atto

  • nome e cognome del battezzato;
  • data e luogo di nascita;
  • data e luogo del battesimo;
  • il ministro che ha battezzato;
  • i genitori;
  • il padrino e la madrina (o uno dei due) e, se ci sono, i testimoni.

A questi dati si aggiungono i riferimenti del registro: numero dell'atto, volume e pagina. Sono quelli che permettono di ritrovare l'atto in pochi secondi anche fra trent'anni.

Per i figli di genitori non sposati e per i figli adottivi il canone 877 detta regole particolari su come indicare i genitori. In questi casi chiedi alla curia come procedere prima di scrivere l'atto.

Le annotazioni a margine

Il registro dei battesimi accompagna il fedele per tutta la vita. Il canone 535 §2 chiede di annotare a margine dell'atto:

  • la cresima;
  • il matrimonio, salvo quello celebrato in segreto (can. 1133);
  • l'adozione;
  • l'ordinazione;
  • la professione perpetua in un istituto religioso;
  • il cambiamento di rito.

Le annotazioni vanno sempre riportate nei certificati di battesimo. Per questo, quando un fedele battezzato da voi riceve la cresima o si sposa altrove, la parrocchia del sacramento vi manda una comunicazione (cann. 895 e 1122): quando arriva, annotatela subito, prima che finisca in un cassetto.

Se qualcuno chiede di essere cancellato

Capita che una persona chieda di essere «sbattezzata». L'atto di battesimo non si cancella: registra un fatto avvenuto. Si annota a margine la volontà della persona di non essere più considerata appartenente alla Chiesa. È la prassi seguita in Italia e riconosciuta dal Garante per la protezione dei dati personali. Per la formula dell'annotazione, chiedi alla curia.

Errori e correzioni

Un errore nell'atto non si corregge cancellando o riscrivendo. Si annota la correzione, con data e firma, in modo che resti traccia di cosa era scritto prima. Le correzioni che toccano lo stato delle persone (nomi, filiazione, date) possono richiedere un provvedimento della curia: chiedi prima di intervenire.

Dove e come conservarlo

I libri parrocchiali si custodiscono nell'archivio della parrocchia, al riparo e lontano da occhi estranei (can. 535 §4). Il vescovo o un suo delegato li esamina durante la visita pastorale. Anche i registri più antichi vanno conservati con cura (§5).

In molte diocesi il registro ufficiale resta il libro cartaceo. Una copia digitale ordinata non lo sostituisce, ma rende molto più veloce cercare un atto, controllare le annotazioni e preparare un certificato.

Una lista di controllo per ogni battesimo

  1. Prima della celebrazione raccogli i dati dei genitori e dei padrini, e il certificato di idoneità dei padrini che vengono da un'altra parrocchia.
  2. Scrivi l'atto subito dopo la celebrazione, non a fine mese.
  3. Controlla numero, volume e pagina.
  4. Se ha battezzato un altro ministro, fatti dare i dati per l'atto (can. 878).
  5. Conserva insieme gli eventuali documenti collegati: deleghe, idoneità dei padrini.

Questa guida è un orientamento pratico. Per i casi particolari fanno fede le norme e le indicazioni della tua diocesi.

Altre guide