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Guida pratica · 2 minuti di lettura

L'inventario dei beni della parrocchia: da dove cominciare

Perché il Codice chiede l'inventario, cosa includere, come descrivere e stimare i beni e come tenerlo aggiornato insieme alle manutenzioni.

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L'inventario è il documento che si cerca sempre nel momento sbagliato: quando arriva un nuovo parroco, quando sparisce qualcosa, quando l'assicurazione chiede il valore di un bene, quando la caldaia si ferma e nessuno sa quando è stata controllata l'ultima volta. Farlo bene una volta, e poi tenerlo aggiornato, costa molto meno.

Cosa chiede il Codice

Il canone 1283 chiede che, prima di iniziare il loro incarico, gli amministratori redigano un inventario accurato e dettagliato, sottoscritto da loro, dei beni immobili, dei beni mobili preziosi o di valore culturale e delle altre cose, con la loro descrizione e stima. Una copia si conserva nell'archivio della parrocchia, un'altra in quello della curia, e in entrambe si annota ogni cambiamento.

In pratica, l'inventario è anche il documento di consegna quando cambia il parroco.

Cosa includere

  • Immobili: chiesa, canonica, oratorio, sale, case, terreni.
  • Arredi sacri e oggetti preziosi: calici, pissidi, ostensori, reliquiari, paramenti di pregio.
  • Beni culturali: dipinti, statue, organo, campane, libri antichi.
  • Arredi e attrezzature: banchi, impianto audio, proiettori, computer, la cucina dell'oratorio.
  • Impianti e sicurezza: caldaia, estintori, defibrillatore, impianto elettrico, ascensore.
  • Veicoli, se ci sono.

Come descrivere ogni bene

  • un nome chiaro e, se serve, un codice da scrivere anche sull'oggetto;
  • dove si trova (chiesa, sacrestia, salone, magazzino);
  • una breve descrizione: materiale, misure, stato;
  • il valore stimato e, se lo sai, la data e il costo di acquisto;
  • una o più fotografie, conservate insieme alla scheda.

Non serve la perfezione al primo giro. Comincia stanza per stanza, dalle cose di maggior valore, e completa nel tempo.

I beni culturali

Per opere d'arte, arredi storici e libri antichi c'è l'ufficio diocesano per i beni culturali ecclesiastici, che cura l'inventario dei beni culturali della diocesi. Prima di spostare, restaurare, prestare o vendere uno di questi beni, chiedi a quell'ufficio: spesso servono autorizzazioni ecclesiastiche e, per i beni tutelati, anche quelle della Soprintendenza.

Le manutenzioni

Molti beni hanno scadenze: la revisione degli estintori, il controllo della caldaia, la verifica dell'impianto elettrico, le piastre e la batteria del defibrillatore, l'accordatura dell'organo. Segna per ognuno quando va fatto il prossimo intervento e ogni quanto si ripete, seguendo gli obblighi di legge e le indicazioni del manutentore.

Quando un bene esce dall'inventario

Un bene rotto, regalato o venduto non si cancella dall'elenco: si segna come dismesso, con la data e il motivo. Per vendere o cedere beni di valore possono servire autorizzazioni della curia: chiedi prima di procedere.

Una lista di controllo

  1. Parti dai beni di maggior valore e dai beni culturali.
  2. Per ogni bene: nome, luogo, descrizione, stato, valore stimato.
  3. Aggiungi le scadenze di manutenzione.
  4. Manda una copia aggiornata alla curia.
  5. Rivedi l'inventario almeno una volta l'anno, e sempre quando cambia il parroco.

Questa guida è un orientamento pratico. Per i casi particolari fanno fede le norme e le indicazioni della tua diocesi.

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