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Guida pratica · 2 minuti di lettura

Il certificato di battesimo: quando serve e cosa deve riportare

Per la cresima, il matrimonio o per fare da padrino: cosa deve contenere il certificato di battesimo, chi lo firma e cosa controllare prima di consegnarlo.

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Il certificato di battesimo è il documento che la segreteria parrocchiale rilascia più spesso. Sembra una formalità, ma è un atto con valore giuridico: riporta lo stato canonico della persona, e un'annotazione dimenticata può bloccare un matrimonio o un'ordinazione.

Quando lo chiedono

  • Cresima, quando il ragazzo è stato battezzato in un'altra parrocchia.
  • Matrimonio: fa parte dei documenti dell'istruttoria prematrimoniale.
  • Padrino o madrina: alcune parrocchie lo chiedono insieme al certificato di idoneità.
  • Ordinazione o professione religiosa.

Chi lo rilascia e chi lo firma

Lo rilascia la parrocchia in cui è conservato l'atto di battesimo, cioè quella dove il battesimo è stato celebrato. Il canone 535 §3 chiede che i certificati sullo stato canonico dei fedeli siano firmati dal parroco o da un suo delegato e muniti del sigillo parrocchiale.

Cosa deve riportare

  • i riferimenti dell'atto: numero, volume e pagina del registro;
  • nome e cognome, data e luogo di nascita;
  • data e luogo del battesimo e il ministro;
  • i genitori e, se la diocesi lo prevede, padrino e madrina;
  • tutte le annotazioni a margine: cresima, matrimonio, adozione, ordinazione, professione perpetua, cambiamento di rito.

L'ultimo punto è quello che conta di più. Il canone 535 §2 chiede che le annotazioni siano sempre riportate nei certificati: è da lì che si vede, ad esempio, se una persona risulta già sposata.

Il certificato per il matrimonio

Per l'istruttoria matrimoniale di solito si chiede un certificato recente, rilasciato apposta per il matrimonio e completo di annotazioni. Molte diocesi indicano che non deve avere più di sei mesi; alcune chiedono anche un certificato o una dichiarazione di stato libero. Segui le indicazioni della tua curia e, nel dubbio, chiedi alla parrocchia che prepara il matrimonio cosa le serve.

A chi consegnarlo

Il certificato contiene dati personali e informazioni sullo stato canonico. Consegnalo alla persona interessata, a chi ha una sua delega scritta o a un ufficio ecclesiastico che lo chiede per i propri adempimenti (ad esempio la parrocchia che prepara il matrimonio). Per i minori lo chiedono i genitori.

Per le persone adottate, segui le indicazioni della curia su quali dati riportare: in genere il certificato non deve rivelare i genitori naturali.

Prima di consegnarlo

  1. Ritrova l'atto e controlla nome, date e luoghi.
  2. Verifica che tutte le annotazioni ricevute siano state riportate nel registro.
  3. Riporta le annotazioni nel certificato.
  4. Indica a cosa serve, se la diocesi lo chiede (es. «ad uso matrimonio»).
  5. Firma, data e sigillo parrocchiale.
  6. Annota a chi e quando l'hai rilasciato, se la diocesi tiene questa traccia.

Questa guida è un orientamento pratico. Per i casi particolari fanno fede le norme e le indicazioni della tua diocesi.

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